di Caterina Fochi

Quando Quentin Tarantino si mette dietro la macchina da presa, quello che vediamo non è quello che stiamo vedendo e quello che ascoltiamo non è quello che stiamo ascoltando. E se andando al cinema per vedere The Hateful Eight eravamo convinti di entrare in una sala cinematografica, ci siamo sbagliati di grosso, perché in realtà siamo andati a teatro. Con il suo ottavo film, Tarantino mette in scena una vera e propria opera teatrale ripartita in cinque atti, con tanto di ouverture, per la quale la scelta del formato Ultra Panavision 70 risulta particolarmente congeniale, visto che consente di accedere alle dimensioni, ma soprattutto, alla profondità di un palcoscenico.