
Un altro film fotocopia, un altro capolavoro. Kenneth Loach non ha ancora minimamente perso lo smalto e la lucidità della denuncia, men che mai la rettitudine della sua rabbia e anche la sua ultima pellicola, Io, Daniel Blake, Palma d’oro a Cannes e Premio della Giuria a Locarno, è una nuova istigazione alla rivolta proletaria, stavolta nei panni di un carpentiere, Daniel Blake (Dave Johns), che alla soglia dei sessant’anni non può più lavorare, in seguito ad un infarto, ma non può neanche godere del sussidio di sostentamento per malattia perché la commissione medica inglese non gli riconosce i dovuti punteggi d’infermità.