di Alagia Scardigli

Quando abbiamo letto il cast composto da Herbert Ballerina (nome d’arte di Luigi Luciano), Maccio Capatonda (il cui vero nome è Marcello Macchia) e Ivo Avido (pseudonimo di Enrico Venti) sapevamo che saremmo andati a colpo sicuro. Quando, poi, l’occhio si è soffermato sulla regia – Enrico Lando, il creatore del format televisivo e cinematografico de I soliti idioti - abbiamo avuto molti dubbi. Temevamo che il trio dello Zoo di 105 fosse caduto nella voragine, dove era già cascato Ruffini, delle battute volgari e infantili pur di fare un po' di soldi. Invece, concluso il film, possiamo dire che Herbert & Co. sono riusciti, come al loro solito, a risultare trasversali, nel senso che il loro è un umorismo che piace a tutti: chi è più colto e informato può cogliere, dietro le battute, significati profondi e critiche acute a certi sistemi (dalla moda alla comunicazione di massa passando per i pregiudizi e i luoghi comuni propri dell’italiano medio, che, guarda caso, è anche il titolo dell’ultimo film di Maccio Capatonda).