NON CI SONO più le mezze stagioni. Ma neanche le mezze misure. Un buon film, è, automaticamente, un capolavoro. Sorge il dubbio che dietro a tanta magnificenza ci sia la macchina dello star system a distribuire prebende affinché si garantisca il successo. Successo particolare, poi, politicamente auspicabile, questo sì, visto e considerato che la protagonista è Daniela Vega, prima transgender a meritare applausi e consacrazioni cinematografiche. Ma dietro la storia di Una donna fantastica c’è un microcosmo abituale, che non riguarda soltanto Marina, la protagonista del film di Sebastian Lelio, regista cileno che con questo racconto praticamente inattaccabile si è guadagnato una candidatura agli Oscar.