di Stefania Sinisi

FIRENZE. Ti voglio bene, sta’ attenta, mentre lei è in ospedale, vestita, pronta per tentare di arginare il male, io sono inerme. Le mie nottate restano insonni, nella mente solo un susseguirsi di immagini. Per il momento ho superato solo disorientamento, paura, incredulità, annichilimento, ma ho ancora tanta confusione, chiusa in casa nel mio piccolo mondo mi rimane solo il senso d’ impotenza, sono invasa dalla mera inutilità. Lei è là, sul fronte, da dove mi manda un grande cuore blu fatto con le sue mani incerottate nei guanti protettivi (il simbolo internazionale dell’emotività umana). Il blu, colore dell’equilibrio, della costanza, della profondità, dello spazio. È il colore che va indossato per affrontare le prove difficili della vita. Lei lo fa, le affronta con determinazione e il cuore lo sfodera con assoluta spontaneità, attraverso le sue mani, che rappresentano l’energia, l’azione, esprimono l’audacia, l’audacia di chi deve reagire, i medici.