di Ivano Montano

SALERNO. Caro Lucio ti scrivo, così mi distraggo un po' e, siccome sei molto lontano, più forte ti scriverò. Da quando sei partito, c'è una grossa novità: i muti ancora non possono parlare, mentre i sordi già lo fanno, ma non sono certo parole gioiose. È vero, come dicesti, che ci sarà da mangiare per intere settimane, perché ormai siamo abituati a fare la spesa grande per riempire frigoriferi e dispense. Sai, Lucio, piacerebbe anche a me volare come le rondini. Ma non riuscirei, ora, a incontrare le espressioni dialettali, perché sono tutti chiusi in casa. Si, anche loro, anche i vecchi che leggevano i giornali. Caro Lucio, stiamo semplicemente aspettando che passi quest'anno, con la certezza che non ci sarà Pasqua e la segreta speranza che, l'anno prossimo, sarà davvero tre volte Natale. Per abbracciarci in famiglia due volte in più. Vedi, Lucio, non abbiamo ancora capito da dove arriva l'uomo invisibile che ci minaccia e ci priva di serenità e libertà.