
A TEATRO, come al cinema. Emma Dante è la stessa, cazzuta, cazzutissima, regista, con quell’energia, inesplosa, ma che disperde schegge ovunque, di racconto degli ultimi, senza alcuna possibilità di riscatto. Come Le sorelle Macaluso, che abbiamo avuto l’onore e la fortuna di vedere a teatro (Manzoni, Pistoia), qualche anno fa e che abbiamo (ri)visto, l’altra sera, al cinema Lux, sempre a Pistoia, in questa magnifica trasposizione culturale dal palcoscenico alla cinepresa. Con lo stesso, identico, meraviglioso effetto: abbiamo pianto, a dirotto, in platea e così abbiamo fatto nella Sala Plutone, in compagnia di una sola altra spettatrice. Arrivata alle 21,25, a pochi minuti dall’inizio della proiezione, altrimenti, a vedere questo capolavoro di neorealismo, passato per coincidenze mondane dal 77esimo salone veneziano, saremmo stati soli, in compagnia della regista, che non conosciamo personalmente, ma che abbracciamo, oltre ogni ragionevole precauzione da contagio, tutte le volte che pensiamo a lei.