di Niccolò Mencucci

RITORNA NELLE SALE un grande film che, per quanto tempo passi, è sempre un piacere rivederlo. Uscito per la prima volta in Italia nel 2010, Porco Rosso di Hayao Mihazaki è sempre sul pezzo. Certo, passano gli anni, la tecnologia si fa sempre più sofisticata, le immagini diventano sempre più digitali e computerizzate, ma Porco Rosso ti tiene incollato allo schermo per tutti i novantadue minuti, e senza mai cadere di stile, con una storia solare, ma malinconica, energica, ma dai tempi lunghi, priva di sentimentalismi, ma emozionante, divertente, ma anche seria. Non a caso la casa cinematografica, Lucky Red, ripropone nelle sale piccoli capolavori come questi: per farci ricordare che anche il cinema d’animazione sa elevarsi al pari di quello live-action (con attori in carne d’ossa). Ma chi è Porco Rosso? Nato Marco Pagot, è un pilota dell’aviazione italiana che, per un inspiegabile maleficio alla fine della Prima Guerra Mondiale, si è ritrovato di punto in bianco con le fattezze di un porco. A causa del sortilegio, non ha più modo di coltivare alcuna relazione umana, nemmeno amorosa, come quella che aveva con l’amica d’infanzia Gina, ora proprietaria di un albergo su un’isoletta dell’Adriatico.