di Raffaele Ferro

NEL DIVERTENTISSIMO mini romanzo Arte, di Yasmina Reza (autrice de Il Dio del Massacro, tradotto nel bellissimo film di Roman Polanski, Carnage) tre amici di medio alta borghesia amanti di arte si trovano a discutere, e poi a litigare, sulla questione legata all'acquisto da parte di uno di loro di un quadro totalmente bianco. Ovviamente il prezzo molto alto pagato per questa opera d’arte fa da motore a tutta la questione, all'ironia e, d’altra parte, alla perdita delle inibizioni e al rilascio quasi brutale e comicamente caustico di emozioni represse e, infine, alla rivelazione catartica che l’arte contemporanea, se non è un gioco per gente immatura, è un vero e proprio bluff. Retro front di chi scrive a parte, ossia la riflessione che quello che chiamiamo bluff meglio si descrive in Jean Baudrillard come Il Complotto dell’Arte, prendiamo le mosse per dire la nostra sulla decisione di discutere su una frase estratta dall'articolo comparso su una rivista on line pistoiese lo scorso 19 dicembre: Trasferire il patrimonio di Marino Marini a Firenze, significa decretare la morte di un’attività culturale cittadina diventata evanescente, più proiettata a promuovere gli eventi che a valorizzare gli istituti culturali pistoiesi attorno ai quali costruire un progetto.