di Stefania Sinisi
CIAO Luigi, come stai? Non riesco a trovare nessuna parola per descrivere lo sconforto e la devastazione che assale il mio animo in questi giorni, in cui il mondo e in particolare il nostro sembra essere stato sconvolto da una nube nera di vuoto. Credo che quello che accade realmente non ce lo possiamo neanche immaginare nelle corsie, negli ospedali di tutta Italia, dove la situazione sembra aggravarsi ogni giorno di più; siamo tutti spaventati e increduli, ci guardiamo con indifferenza e diffidenza, non sappiamo neanche noi quali pensieri sia giusto far scorrere dentro di noi: c’è chi si comporta con eccesso, chi con non curanza. Alcuni sembrano in vacanza, altri usciti da un film del terrore fantascientifico, e poi ci sono gli operatori sanitari, eroici, costretti a stare in prima linea ma anch’essi umanamente spaventati riflettono la paura. Devono sostenerci tutti, ma pensare anche a tornare a casa sani e salvi per proteggere loro stessi e non mettere a rischio le loro famiglie; è a loro che vanno i miei pensieri più sentiti, perché io non so se riuscirei al loro posto a mantenere la loro dignità; non so proprio con quale forza e coraggio possano trovare la semplicità di svolgere il loro dovere.