PISA. Dopo pochi attimi dall’inizio di Offline, ci siamo voltati intorno per vedere se gli altri spettatori del Teatro Verdi di Pisa fossero munti di quegli occhiali particolari che vengono offerti per gustare al meglio alcuni film tridimensionali. Non li aveva nessuno. E allora, abbiamo accavallato le gambe, abbiamo appoggiato la testa sul dorso della mano destra chiusa a pugno del braccio a sua volta in equilibrio sul bracciolo della poltrona e abbiamo deciso di lasciarci andare, provando – opera ardua, ma emotivamente redditizia – a percepire nitidamente le varie opere contemporanee – perché in essere - che si stavano consumando sul palcoscenico. La prima, diretta, la più semplice, anche in virtù di memorie che affondano le radici fino nel lontano 1981, anno della loro nascita, è stata quella di (ri)gustare alcuni motivi degli Africa Unite, rappresentati, per questa serata pisana, dai suoi due padri fondatori, Bunna e Madaski, decisamente invecchiati, ma con la stessa solita, anomala, chioma e grinta.