FIRENZE. Da dove iniziamo: dall’incantevole medley del bis, con il quale ha voluto omaggiare alcuni personaggi minori e dimenticati della musica italiana, come Jimmy Fontana e Sergio Endrigo o dalla facilità con la quale si impossessa di ogni tonalità per riprodurla, letteralmente stravolta, ma integra e regalarla a chi ha la fortuna di ascoltarla. Troppo facile; anche quelli che hanno seguito il suo concerto con gli occhi fissi sul video del telefonino, potrebbero dire la loro. Iniziamo da lontano, invece, dove i distratti non possono arrivare e partiamo dalla disciplina dotta e colta che accompagna, fino a perseguitarla, la musica e la voce di Chiara Civello, al Teatro Puccini di Firenze, accompagnata in questa tournée da due musicisti dotati di controcoglioni: Seby Burgio alle tastiere e Federico Scettri alla batteria e alle chincaglierie elettroniche. La scusa, piacevolissima, è stata quella di raccontare qualche brano del suo nuovo album, Eclipse, ma a questa signora, antica, solare, bellissima, della melodia si possono concedere tutti i pretesti e tutti i lussi.