di Raffaele Ferro

I am a simple man; i sing a simple song; i used to be a king, an immigration man. Tre titoli fusi in una frase, tre canzoni con cui il grande, il semplice, Nash ha affabulato la platea del Teatro Manzoni a Pistoia, professionalmente inserite in un repertorio artistico magistrale. Dopo l’esperimento della passata stagione con John Mayall, anche quest’anno il Pistoia Blues Festival ha deciso di aprire le danze della 39esima edizione nell’intimismo del Teatro della città, spolverando un concerto di rara bellezza al quale abbiamo avuto l’onore di assistere. Tre uomini sul palco; il suono semplicemente perfetto, per una scaletta intervallata da racconti, notizie, ricordi e gentilezza, tanta gentilezza. Nash dedica un cameo a Joni Mitchell e ci dice che lei sta bene, dopo l’incidente, il ricovero in ospedale: parla e cammina di nuovo. La favola che ci racconta di lui lasciato al di là della linea di confine fra Messico e Usa. Problemi di Visa - racconta come se la cosa non lo riguardasse – e i suoi tre compagni di mezzo secolo di musica e concerti, Neil Young, Bill Crosby e Steven Stills, che lo lasciano ridendo al di là della linea di confine, alla dogana.