di Raffaele Ferro

PISTOIA. Nella notte non fresca di ieri, ma nemmeno afosa, di un luglio gentile e tranquillo, il Blues Festival ha riunito nella stupenda piazza del Duomo a Pistoia molta gente.
Tranquilla e vogliosa di assistere e ascoltare la musica e la voce, soprattutto, di James Blunt. Nato a Tidworth, contea del Wiltshire, in Inghilterra, una cittadina a un'ora scarsa da Londra, gira il mondo ormai da anni in concerto: dall'Australia agli Usa, dall' Europa al Sud America (racconta durante il concerto) e arriva quest'anno anche a Pistoia. Parla fra un brano e l'altro con tono soffuso, roco, quasi ad ammiccare un dialogo intimo con il pubblico. Un trucco, una strategia intelligente per non sciupare la sua inconfondibile voce. Si , perchè non è facile riuscire ad essere fresco e impostato, e salvare la voce, gia all'età non piu giovanissima di quarantaquattro anni. Eseguire in maniera impeccabile canzoni che alla radio sembrerebbero regolate e corrette, come succede sempre più spesso, da macchine, auto-tune, trucchi della tecnologia.