PORTO VENERE (SP). Ascoltarlo a Radio Monte Carlo intento a presentare il brano che lancerà sulla modulazione di frequenza 106.7 ai suoi fedelissimi (un esercito, devoto alla sua causa musicale) è un piacere. Ascoltarlo cantare i suoi brani, ascoltarlo e osservarlo sul palco intento a eseguire alcuni motivi degli altri, lo scozzese Malcom MacDonald Charlton (Nick The Nightfly lo è solo alla consolle monegasca; o no?), è ancor più piacevole. Del resto, Il Festival internazionale del jazz di Spezia, che ha sempre mantenuto un livello sontuoso in questo mezzo secolo di storia scritta, per la 50esima edizione (che si chiude stasera, a Lerici, nel parco della Villa Shelley con il concerto del trio di Bruce Barth), non poteva certo permettersi il lusso di una caduta di stile, in piazza San Pietro, poi, a Porto Venere, in una serata nella quale, oltre a una naturale cornice mozzafiato, ci si è messa anche la luna, con la sua eclissi di sangue, a rendere il paesaggio semplicemente onirico.