di Rebecca Scorcelletti

PRATO. Ventuno anni or sono, l’editore Baldini e Castoldi pubblicava Gnosi delle Fanfole, una raccolta di poesie di Fosco Maraini musicata dal cantautore veronese Massimo Altomare e da un giovanissimo Stefano Bollani. Allora, o forse era l’anno successivo, li ascoltai in Terrazza Mascagni a Livorno e rimasi affascinata dal lavoro musicale e interpretativo che aveva asservito parole senza senso a immagini sonore ed emotive più corrispondenti al comune bagaglio umano. Ricordando improvvisamente questo, ieri sera, 8 agosto, non ho potuto che sorridere. La Gnosi delle Fanfole passava per Prato, all’Officina Giovani di Piazza dei Macelli, con un immutato Massimo Altomare alla voce e chitarra, Antonio Masoni al pianoforte, Simone Marcucci alle chitarre, Lorenzo Lapiccirella al basso e Ettore Bonafè a batteria e vibrafono. L’officina riconvertita a spazio culturale non regge il confronto col tempietto della Terrazza Mascagni al tramonto (né con la Corte delle Sculture della Biblioteca Lazzerini, dove si sarebbe dovuto svolgere il concerto la sera precedente e inevitabilmente rinviato per un violento temporale pomeridiano), ma si sa, i suoni e gli odori sono la pozione magica che cadendo goccia goccia nel magma temporale ne sanno sprigionare improvvisi e vividi ricordi; all’ora dei morfegi e dei gorbetti, del resto, tutto è possibile!