
PISTOIA. Due chiacchiere a parte, Irene Bisori, le merita davvero. E non certo perché i quattro strumentisti che l’hanno accompagnata, l’altra sera; pardon, tre professori e un fuoriclasse, comprese le altre cantanti e vocalisti che hanno reso Cantabile bellissima, la serata organizzata dall’Associazione CulturIdea alla Fondazione Tronci, a Pistoia, siano meno della cantante fiorentina. Ma se la matematica non è un’opinione, tra le voci che si sono succedute sul palco della saletta magnetica di Corso Gramsci, a Pistoia, siamo pronti a scommettere che quella di Irene Bisori, abile jazzgirl, ma anche lieta reincarnazione di quel che si può e deve salvare del ’68, dipinto del Bernini che solfeggia in ragamuffin, etera e possente, delicata e ferma, leggera e decisiva, di strada, ne farà tanta, ma tanta, eh.