di Barbara Ferrando

HO PRESO LEZIONI di di clarinetto quando ero molto giovane, avevo appena otto anni. E ho suonato per un po’. Poi, ho abbandonato. Suonavo in una banda della scuola, marce e cose del genere e poi ho preso il sassofono quando ero più grande. A sedici anni circa. Perché ha deciso di cambiare strumento? Beh, era più complicato perché suonavo in alcune bands quando avevo 14 anni, in blues bands, suonavo l’armonica, blues harp e abbiamo cominciato. Ho fatto alcune cose con dei ragazzi che suonavano jazz ed è diventato più jazz e io ho cominciato a pensare che sarebbe stato davvero bello avere un sassofono, così ho iniziato a pensare: forse potrei suonare il sassofono perché ho questo passato di clarinettista. E’ quasi la stessa diteggiatura e un approccio molto simile allo strumento. E ci può dire il nome di un musicista con il quale è stato particolarmente felice di suonare? Sono stato davvero molto fortunato. Quando ero molto giovane, ho avuto la possibilità di suonare con molte persone. Molte di loro erano i miei eroi, persone con cui sono cresciuto ascoltandole. È quasi impossibile dire; voglio dire: ho suonato con Benny Goodman, con Woody Herman, con altri grandi musicisti, come Roy Aldridge, Hank Jones, Vic Dickenson.