
CASTELFIORENTINO (FI). La bellezza della semplicità, la fragranza della professionalità, la leggerezza della simpatia, il linguaggio forbito e semplice della musica. Non gliene manca una, di qualità, a Gegè Telesforo. E le sforna a ripetizione, eliminando, uno alla volta, anche i più acerrimi e capziosi detrattori del suo sound, anche durante il breve lasso di tempo dell’interpretazione di una singola canzone, pensate. Anche ieri sera, a Castelfiorentino, è andata esattamente come vi abbiamo descritto. La cornice, la X edizione di Empoli Jazz, il pubblico lo ha già scremato per definizione; al resto, ci hanno pensato la piazza, bella, anche se un po’ algida e il Teatro, del Popolo, si legge, ma di un’evidente minuta eleganza che tiene lontano, chimicamente, gli assalitori più sguaiati. Della musica di uno degli intrattenitori più gradevoli che passi il convento non ve ne parliamo nemmeno, perché lo sapete tutti, anche quelli che la sera, il venerdì sera, nello specifico, non escono, preferendo restare a casa, a guardare la televisione, ascoltare la radio o fare l’amore. Chi trascorre il tempo confondendo il sentimento e il sesso, Telesforo lo conosce: la sua musica, come la sua voce, sono sensuali, eccitanti, invogliano a strusciarsi;