di Raffaele Ferro

PISTOIA. Strisce di nuvole su un cielo pastello; inizia il concerto. Organetto e chitarra; arancio rosso la luce sul palco. Purezza di pronuncia, anche nel suono della chitarra. Roba da Carmelo Bene, la purezza del suono, che qui non solo è phonè, (nella phonè impeccabile del cantare di Maurizio Geri), ma come detto, gli strumenti, la cadenza perfetta, in un tango iniziale di Riccardo Tesi e Banda Italiana. Un tango potente, un rimando vero al miscuglio antico delle musiche, ancora, e dei popoli. Bimbi che ballano, qui sul prato. Non c'è posto a sedere, tutto completo, tanta gente anche ieri sera alla Fortezza Santa Barbara. Inutile, o forse è cosa dovuta, dire che Riccardp Tesi e la sua banda gira il mondo ormai da anni: dal Giappone al Canada, al Sud America, alla Francia tutta; ogni piccola provincia li ha un teatro, e viene da chiedersi, chi verrà. Invece centinaia di posti gremiti, anche lì, nei teatri francesi, tutto esaurito. Scroscio di applausi, alla fine del primo brano.