
PISTOIA. Cinquanta minuti, scarsi. Ha lasciato il palco sulle note dell’ultima esibizione, accennando a malapena un inchino al pubblico che, nel frattempo, aveva iniziato a riempire la piazza, richiamato alla visione gratuita dai Black Stone Cherry. La quarantesima volta del Pistoia Blues è iniziata ieri, 5 luglio, con la giornata inaugurale dell’evento offerto a costo zero a una città, Pistoia, che merita decisamente meno, molto meno di quello che, chissà perché, ha ancora l’opportunità di ospitare. Ma del genere umano, fortunatamente, ce ne fottiamo ormai da parecchio tempo: ci godiamo la nostra fortuna, grati al cielo, di poter assistere, accreditati, a tutte le manifestazioni culturali con tanto di ulteriore privilegio di poterne raccontare le emozioni. E Ana Popovic (foto Letizia Mugri), dalle 21,30 alle 22,19, ne ha distribuite a ripetizione. Lo ha fatto con quell'espressione del viso che parrebbe autorizzare chiunque a pensare altro, con un abitino attillatissimo sopra le ginocchia color caffellatte, una vistosa e impegnativa collana, un braccialetto a forma di serpente che le serra la parte superiore del braccio sinistro e tacco 12, che calza in qualsiasi occasione ufficiale (dalla naturalezza con la quale ci deambula, siamo convinti che con quei sandali, Ana, ci esca anche solo per andare a fare la spesa, comunque).