di Raffaele Ferro

PISTOIA. Si parla sempre del tempo. Quello metereologico, è ovvio. Intercalando o allentando gli imbarazzi, tanto per dire qualcosa. E allora diciamolo pure che oggi è stata una giornata clamorosamente calda, e soprattutto umida. La breve pioggia della notte non ha fatto altro che rendere, oggi, 9 luglio, l’aria quasi irrespirabile, in una sorta di sauna finlandese totale. Ma stasera no e in piazza del Duomo si respira. Che bella sensazione, il venticello amico che liscia le braccia e carezza il viso. È stato giorno fino a poco fa e adesso che il concerto inizia, finalmente la musica, e, per ripetersi, col buio anche l'aria fresca. Antonello Venditti si è fatto attendere, nei giorni e nelle ore, come un vero protagonista di una parte importante della storia e della musica italiana. La canzone di autore, quella rimasta impressa e inevitabilmente eterna, abbracciata stretta dallo stile, dal modo di cantare. Guzzanti, imitando così bene Venditti, lo rese mito, quasi sacro, ricreandolo così, come solo i veri imitatori sanno fare, più prezioso.