
CAPANNORI (LU). Anche il secondo set meritava tutta la nostra attenzione e loro, sul palco, Silvia Manco al piano e alla voce, con Francesco Puglisi al contrabbasso e Marco Valeri alla batteria, i nostri applausi. Ma appena terminato il concerto di Cettina Donato e Stefania Tallini ci siamo sentiti in dovere di alzarci dalla prima fila del Teatro Arté di Capannori, lungo la spianata che porta a Lucca, uno dei siti ufficiali di questa XV edizione del Lucca Jazz Donna, per andare nel camerino, un backstage attiguo alla sala, per guardarle negli occhi, stringerle la mano e ringraziarle. Avevano, nel frattempo, avuto il tempo di cambiarsi (Cettina da un elegantissimo tubo da cerimonia verde acqua, stridente pendant con la chioma rossa e Stefania da giacca e pantaloni neri di rappresentanza jazz, sotto una folta coltre bionda), ma senza uscire dall’animo con il quale, un’ora prima, erano salite sul palco. La musica, la musica studiata fino all’inverosimile, quella che le ha portate rispettivamente sulle cattedre di Bari e Benevento e poi suonata come dono e companatico, non ti lascia, non le lascia: sì, certo, deontologia estetica vuole abiti intonati, ma la colonna sonora dell’esistenza resta la stessa, al di là dell’abbigliamento, del contesto, dei presenti.