
LUCCA. Avevamo lasciato la XVesima edizione del Lucca Jazz Donna a Capannori, al Teatro Artè, sul pianoforte suonato, divinamente, a quattro mani, quelle di Cettina Donato e Stefania Sillani. Nelle stesse identiche condizioni, ma a Lucca, al Real Collegio, l’abbiamo ritrovata, sempre sul medesimo strumento, Menicagli, sulle note, classiche, sporcate quanto volete da contaminazioni, ma maledettamente classiche, di Irene Scardia. Il palinsesto, rispetto all’idea inziale, ha avuto un piccolo arrocco, per la serata in programma ieri, 17 ottobre, di questa lunghissima e pregevole manifestazione. La pianista leccese, compositrice, arrangiatrice, manager, ideatrice di una etichetta discografica e se ne avete qualcuna da aggiungere, fate pure, tanto succederà sicuramente, sarebbe dovuta essere l’epilogo della serata. Coincidenze, invece, han voluto che fosse proprio lei, da sola, con il suo strumento e soprattutto con la sua vita, piena di sogni, amori, paure, arresti e ripartenze e poi, a una certa, anche bilanci, a dare l’inizio alle danze. Si è raccontata un po’, suonando, informando la platea, latitante di giovani aspiranti musicisti e giovani aspiranti a tutto, da dove è partita e dove, tra innumerevoli piacevoli peripezie, sta cercando di andare.