
PISTOIA. Chi lo professava e profettizzava, ha avuto improvvisamente ragione; per salvarci, da questa pandemia, ma anche da tutte quelle che verranno a cascata, non solo quelle aeree, figlie di pipistrelli mangiati crudi o manipolazioni di laboratorio, occorre, indispensabilmente, decrescere. Non c’è altra soluzione: o iniziamo, tutti, a fare qualche passo indietro, o in avanti non riuscirà ad andare più nessuno. Chi, negli anni ’70, sfilando in corteo per le vie delle grandi metropoli, inneggiava, tra l’altro, lavorare meno, lavorare tutti, potrà rivendicare la paternità di certe premonizioni. Ma non è di diritti, anche d’autore, che vorremmo parlarvi, ma di doveri. Dobbiamo ripartire le ricchezze in modo equo e solidale e concentrare e destinare le risorse e i guadagni nel mondo della ricerca, dell’istruzione e della cultura. Altrimenti, non se ne esce, perché superata questa folle bolla pandemica, altre sono già in agguato, aspettando, sadicamente, il nostro prossimo sbaglio (c’è solo l’imbarazzo della scelta; ne facciamo in quantità industriale), per aggredirci, tramortirci, vincerci.