di Elisabetta Salvatori

FORTE DEI MARMI (LU). 5 aprile, Domenica delle Palme. Di scrivere un pensiero su questi giorni di pandemia, mi è stato chiesto una ventina di giorni fa e fino a oggi non avevo trovato un attimo di tempo; eppure sono a casa dalla mattina alla sera! Prima che tutto si fermasse, stavo facendo le prove per uno spettacolo e avevo da poco cominciato a lavorare su un testo. Con tutto il tempo che mi sono improvvisamente trovata avrei potuto affinare lo spettacolo e portare avanti il testo; invece, ho smesso di dedicarmici. Ho iniziato una cosa nuova, una storia vera, la vita di una donna che mi avevano chiesto di raccontare e che avevo detto di no. Questi giorni li passo a scrivere di questa donna e a sistemare la casa e il giardino, che sono ancora in disordine; ma ora, va già molto meglio di prima. Non è la prima volta che faccio così: in altri tempi sospesi, in cui ho avuto paura e ho dovuto attendere, mi sono comportata nello stesso modo. Quando mia madre è stata operata al cuore e ha passato un’estate in ospedale; poi finalmente è tornata a casa. E quando in ospedale c'è entrato Carlo Monni e dopo una ventina di giorni ci ha lasciati.