di Riccardo Onori

PRATO. Sono ormai cinque settimane e mezzo che sono chiuso nella mia casa; esco solo un giorno a settimana, per fare la spesa. Non sono mai stato un abitudinario nella vita, ma durante questa segregazione ho deciso di diventare il più disciplinato possibile.
- Colazione; esercizi fisici; leggere un libro; pranzare; studiare la chitarra o scrivere qualche idea musicale; fare lezioni sul web o condividere video o foto sui social; cenare; serie tv o film; dormire.
Questa scaletta mi ha aiutato a scandire il tempo e a non perdere di vista l’obiettivo: restare a casa per evitare contagi. Mentre seguo le notizie di quello che succede fuori da casa il mio pensiero va a chi è costretto ad affrontare questa pandemia in prima linea. Alterno pensieri positivi a quelli più catastrofici e un pensiero costante è sempre la paura; la sensazione che le cose non potranno più tornare come erano è la cosa che mi angoscia di più e la percepisco anche semplicemente quando vado a fare la spesa e vedo nelle persone il sospetto di chi ha accanto; io stesso scanso le persone e le vedo come un pericolo.