PISTOIA. Saremmo mai potuti mancare a un concerto di omaggi, dediche, genuflessioni che si è chiuso sulle note di A me me piace ‘o blues? D’accordo, l’esibizione non è finita lì, perché poi, richiamati a gran voce dal pubblico del Chiostro della Fondazione Luigi Tronci, Albano Castrese (contrabbasso), Gennaro Scarpato (percussioni, batteria, armonica, voce) e Meme Lucarelli (chitarra e voce), la Statt’zitte band, si è dovuta facilmente e piacevolmente cimentare in due bis, sempre targati Napoli: Enzo Avitabile prima e ancora Pino Daniele, fino alla fine. In un altro dei soliti, gradevolissimi, giovedì della Ufip, il vecchio Luigi Tronci si è fatto trovare presente, con il suo solito, impagabile, immarciscibile entusiasmo, allestendo, all’ombra, seppur notturna, della secolare magnolia che campeggia nel giardino, un’altra esibizione esemplare, offerta da tre grandi professionisti. Lo hanno annunciato, che avrebbero rispolverato, in largo e in lungo, la canzone d’autore italiana, con qualche piccola gemma, quasi sempre solo strumentale, di alcuni brani oltre i confini; sono stati di parola, con tutta la fantasia sonora che li contraddistingue: da Lucio Battisti a Francesco De Gregori, con arrangiamenti, a volte davvero audaci, di Carosone, Fabio Concato, i Pink Floyd in salsa reggae,