
HA IL SAPORE di un atto di disobbedienza. Ma non lo è. Anzi, rappresenta la speranza, la voglia insopprimibile di musica, il suono senza tempo, senza barriere, senza alcuna precauzione delle note. Si tratta della meravigliosa celebrazione del Piano Day, che quest’anno coincide, ahitutti, con questo inimmaginabile e inenarrabile periodo. Perché domenica 28 marzo, rispettando, con inattaccabile scrupolo, ogni forma possibile di contagio, nel Teatro Cesare Caporali, gestito dalla Compagnia del Sole, a pochi chilometri da Perugia, tutti i pianisti del Mondo festeggeranno il loro Natale, che coincide con l’ottantottesimo giorno dell’anno, quanti sono i tasti di un pianoforte. L’idea, meravigliosa, l’ha avuta Nils Frahm, polistrumentista tedesco, che da sempre abbina agli studi classici ogni possibile contaminazione sonora e dalla sua iniziativa, ogni ottantottesimo giorno dell’anno, i pianisti celebrano e diffondono il loro giorno speciale.