di Francesca Infante

PISTOIA. Tetro. Sempre. Perché i topi la luce non la vedono mai. La scenografia grezza, claustrofobica, cunicolare. Poi il buio. Il buio e una voce che impreca. Poi appare quella figura, che non ti aspettavi così grande in quel tugurio così stretto. Macerie, disordine e bottiglie di vino vuote. Quanto può essere difficile recitare, per un'ora e venti, senza interloquire con nessun altro, avendo il peso di uno spettacolo solo su se stessi? Dovremmo chiederlo a Imma Villa, che ha portato in vita il personaggio di Enzo Moscato, con una maestria impareggiabile, ma anche con l'umanità che distingue, non solo l'attrice, ma la donna, che a fine spettacolo, ha fermato il pubblico che la stava applaudendo, solo per ringraziare chi aveva condiviso quel momento di teatro, purissimo, con lei. E con gli occhi lucidi, se ne è andata, circondata dagli applausi scroscianti. Scannasurice è il testo che nel 1982 segnò il debutto di Enzo Moscato come autore e interprete. Nel 2015 è stato messo in scena da Carlo Cerciello che ne ha affidato l’interpretazione a una straordinaria Imma Villa (Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2017 come Migliore Interprete di Monologo) e lo spettacolo si è aggiudicato il Premio della Critica.