di Federico Di Pietro

PISTOIA. In un Festival Blues fortemente caratterizzato dal dittico pischelli vs glorie del passato venturo, la presenza di Iosonouncane ha subito mescolato nuovamente il mazzo di carte a disposizione del pubblico. Ma aspettate, chi è Iosonouncane? Ma non era quello di La macarena su Roma? Lui, esatto. Ma lo stesso di DIE? Proprio lui, quello che canta Stormi. Ah, ora abbiamo capito. Iosonouncane, al secolo Jacopo Incani, originario di Buggerru, si è rivolto al pubblico solo dopo un’ora dall’inizio della sua esibizione. Buonasera. Laconico. Del resto, le parole a lui non sono state molto d’aiuto nell’ultimo album Ira, uscito proprio nel 2021, il 14 maggio, due mesi esatti dal giorno della sua comparsa in città. Perché Iosonouncane è comparso, sul palco, ha suonato, tanto, ed è scomparso dopo almeno due ore di performance. Nel mezzo? Tutto, politica. Letteralmente. Perché Incani, nell’intervista rilasciata a Rolling Stones, lo dice chiaramente. Il suo album è stata un’impresa complessa, e quindi politica.