di Chiara Savoi

COLLE VAL D’ELSA (SI). Una cornice usuale per chi scrive. Un locale speciale, Bottega Roots, a Colle Val d'Elsa, che riapre dopo la chiusura per lavori di ristrutturazione e naturalmente per il Covid. Un luogo che mescola sapientemente cultura e gastronomia, buona musica e piatti prelibati, spettacoli teatrali e cene a tema. Stasera c'è O' Zulù, Raiz, lo storico cantante dei 99 Posse. Sto cercando di trovare le parole Sto cercando nelle pause i silenzi Manteniamo le distanze La cura c'è, non fare finta Niente sarà mai più come prima, si sente in ogni singola rima. Un pugno allo stomaco da subito, da quando O' Zulù inizia lo spettacolo/concerto dicendo che ha deciso di togliere il beat perché è nei silenzi che arrivano i messaggi veri. Finisce la prima lettura, il violino che lo accompagna tace e lui ci saluta e spiega che il testo che ha appena letto, con rabbia e passione (come farà per tutto lo spettacolo) lo ha terminato pochi mesi fa e che il prossimo anno sarà una canzone con i 99 Posse. Ho passato i primi anni a riempire i silenzi e ora voglio dare spazio a questi silenzi. A togliere il beat perché è nei silenzi che le parole fanno uscire il dolore. Il concerto è un ripasso dei suoi trent’anni di esperienza. Inizia a Napoli e finisce a Genova, al pestaggio durante il G8. Il primo atto, lo ripetiamo, è un cazzotto nella pancia. È dolore. È rabbia. E noi tutti col fiato sospeso a viverla e riviverla quella rabbia.