di Chiara Savoi

FIRENZE. Oceano spazio. Una somma di piccole cose. In sei sul palco. Dopo due canzoni ringrazia il pubblico che è stato paziente, che ha aspettato l'inverno per poi ritrovarsi finalmente tutti insieme. Questo concerto era stato programmato a Fiesole l'anno scorso e poi accorpato a questo di Firenze, all'interno del programma MUSart in piazza Santissima Annunziata. Vorrei regalarvi qualcosa di pulsante, come se il sangue tornasse a scorrere, racconta Niccolò Fabi. Dice che nel concerto non ci saranno pezzi nuovi perché il periodo appena passato è stato poco creativo, ma che lui ha riguardato le sue canzoni con occhi nuovi e queste hanno assunto significati diversi e lo spettatore si ritrova automaticamente ad ascoltarle in un altro modo e, in effetti, sembrano canzoni nuove. Come Immobile: invece assisti immobile. Come l'acqua passerà. Se potessi dormire sceglierei l'inverno. Verranno giorni limpidi come i primi di quest'anno. Ritorneremo liberi come quelli che non sanno. Il cambiamento di orizzonte e i movimenti sono quelli che alimentano la creatività. Quando parla al pubblico, lo fa in modo pacato, ma deciso, e noi ascoltiamo rapiti. Racconta di un viaggio in Provenza, da solo. Quindici giorni di letture e ascolto di musica in cuffia.