MONTEFALCO (PG). Senza quel piccolo e impercettibile contrattempo diplomatico, il concerto di Serena Brancale tra i vigneti Arnaldo Caprai di Montefalco, poco oltre, scendendo verso sud, di Perugia, uno dei tanti appuntamenti di questa nuova edizione di Suoni Contro Vento, sarebbe durato una decina di minuti meno. E sarebbe stato un peccato. No, certo, la sua voce sommessamente esplosiva, le sue danze feline e gitane, la sua stravagante eleganza e la sua smorfiosa confidenza con il pubblico avevano già esercitato tutto il loro irresistibile fascino e gli spettatori, accovacciati su una redola scoscesa tra filari interminabili di viti, si sarebbero congedati sazi e soddisfatti da quell’angolo incontaminato e paradisiaco. Ma nel bis impreventivato la professoressa barese di canto, che ha le cattedre in due dei templi più prestigiosi d’Italia, a Roma (Centro Jazz Saint Louis) e Milano (CPM), ha regalato anche una dedica a Lucio Dalla, sovrapponendo, nel suo preziosissimo loop, alcune indimenticabili strofe rese eterne dal meraviglioso jazzista pop bolognese. Con Serena, su un palco meticolosamente allestito in controtendenza, ma perfettamente funzionale, tanto acusticamente, quanto visivamente, il giovane (1993) polistrumentista campano Davide Savarese, alla batteria e, al Fender Rhodes, il veterano (ma solo nove anni meno giovane del collega) Domenico Sanna.