PISTOIA. Certi meccanismi sono insondabili. Come il successo. Non lo scriviamo perché gli eXtraliscio non lo meritino, eh; anzi, tutt’altro. Sono, prima di ogni altra cosa, musicisti inappuntabili, ma come riconoscono da sempre loro stessi, decisamente fuori moda, fuori moda di proposito, tanto che la loro siderale lontananza dai cliché, per il principio della circolarità di ogni cosa che appartenga all’umano, li ha collocati proprio nel bel mezzo, circondati da un nugolo di giovanissimi che invece cavalcano, con spudorata irritazione, il dorso dell’ambiguità futurista, dove si stenterà a distinguere la realtà dalla finzione, la genuinità di un suono da un accidente consollistico, un uomo da una donna. Perché anche nel futuro, stando alle loro previsioni, nell’iperspazio, come si diceva a nostri tempi, o nel metaverso, come si dice ora, la gente si ritroverà all’interno delle balere per ballare, ridere, scherzare e perché no, pomiciare. Anche ieri sera, a Pistoia, all’interno del giardino della Fortezza Santa Barbara, ormai luogo di culto museale, dove non si può fare nulla di deontologicamente naturale in piena estate, nemmeno bere una bottiglietta d’acqua, l’orchestra, orfana del Biondo, egregiamente rimpiazzato da un Robot, ha dato vita a una delle sue classiche esibizioni, anche se in tono un po’ minore, a essere onesti, forse per un’immotivata (anche se il prezzo del biglietto non sarà mai più, d’ora in avanti, un motivo trascurabile) scarsa affluenza del pubblico.