
PISTOIA. I vecchi dissacratori dei Pistoia Blues hanno quasi tutti l’alzheimer. Come noto, però, la mamma degli imbecilli è sempre in stato interessante e dunque, non sapendo di cosa parlare perché non hanno mezzi per farlo, ma non solo di musica, eh, anche la new generation dei bastian contrario, che non incontriamo mai in piazza del Duomo, durante il Festival, ma anche in nessun altro posto dove si faccia musica, ma solo sulle piattaforme sociali, altro dato cancerogeno del terzo millennio, si scaglia contro la manifestazione pistoiese. Che per dovere di morale, non certo di cronaca, nelle ultime due serate è stata di modestissima levatura, più consona a un qualsiasi circolo Arci che a un palcoscenico che trasuda storia come quello del Blues’In. È chiaro ed evidente che dopo questa pandemia, il Festival vada nuovamente pensato e, qualora ce ne fosse la necessità, ridisegnato. Ma la cosa nemmeno ipotizzabile, dunque non ultima, proprio non contemplata, è quella di ventilarne la chiusura, la fine.