
PISTOIA. Venti anni li ha compiuti pochi mesi fa, Arianna Del Giaccio. Ma ha già capito un sacco di cose. La prima è che occorra raccogliere subito, anche senza aver seminato; il successo è lì, dietro l’angolo, pronto a prenderti per mano e scaraventarti ovunque. Ad aspettarti ci sono già nugoli di adolescenti che non riuscendo a parlare in casa con i genitori, a scuola con i professori e per strada, nei bar, nei circoli, negli oratori (che non esistono più, fisicamente e come istituzioni), con il prossimo, intravedono in una ragazzetta come loro una piccola grande eroina, che studia musica da quando era una bambina e che, ciondolando per le vie di Anzio, tratto del litorale romano, uno dei tanti teatri ideali per Suburra e affiliati, ha trovato per terra un mazzo di chiavi con le quali si è aperta, senza incontrare la minima resistenza, le porte del successo. Certo, è una notorietà pseudovirtuale, che inizia – e ci mancherebbe altro – dai canali televisivi di X Factor, per poi prendere il largo sui nuovi palcoscenici cosmici, che sono le piattaforme sociali, youtube, streaming e tutto quello che ti porta ovunque pur restando in casa. Si fa chiamare Ariete, la scaltrissima pischella metropolitana, che non è un riferimento zodiacale, né una precisa collocazione faunistica; è un nome che bucherà, vedrai. E ha bucato.