PISTOIA. Osservare Ilenia Romano e Giselda Ranieri mentre ballano è una gioia per gli occhi. Ma anche per i sensi. La vista è rinfrancata dalla sinuosità dei movimenti della prima e dallo scandire, ammiccante, di quelli della seconda. Il complesso di tutti e cinque in nostro possesso viene regolarmente sollecitato dalla ludica perfezione dei battiti cardiaci con i quali, le due ballerine, che sono, alla bisogna, coriste, ma anche semplici coreografie di una scena semplicemente musicale, hanno un privilegiato armonioso rapporto. La musica sulla quale accendono ogni tipo di sensazione sentimentale è quella offerta dalle percussioni (lo riassumiamo così il suo universo strumentale) di Marco Zanotti, elemento indispensabile, con Zam Moustapha Dembélé (voce e strumentista maliano) di Mbira, lo spettacolo di musica/danza e qualche parola di troppo di Roberto Castello, che ha illuminato e scatenato l’inferno ieri sera al Funaro di Pistoia, suggerendo anche a modestissimi normoarticolati di tentare l’inosabile: tentare di ballare, addirittura ispirandosi alle inimitabili movenze dei corpi chimicamente predisposti alla danza, che coincidono, quasi mai, con quelli che fanno Pilates per sentirsi ancora agili.