
PISTOIA. Quando una testimonianza diventa arte. Ci vuole il punto interrogativo per dare senso a questo periodo (?) La pittura sta alla poesia come la musica sta alla recitazione, del resto, così come la scultura si interfaccia con la letteratura. Senza dimenticare il cinema, l’architettura. La solidarietà. E la rivoluzione. Ce la farà Emilia Maria Chiara Petri, bolognese, a scavarsi una nicchia, più o meno prestigiosa, nel panorama pittorico nazionale (qui, il punto interrogativo, si rende necessario, altrimenti potremmo essere spacciati per intenditori, tifosi, prezzolati)? La risposta non la daranno i posteri, ma gli osservatori contemporanei, tra una moltitudine di occasionali e una sparuta minoranza di addetti ai lavori, che sono quelli che possono discernere sulla tecnica, sulla volontà, ma non sulle intenzioni. Il messaggio artistico, il messaggio in generale, esula da qualsiasi dotta classificazione e arriva alle interiora di chi ne fruisce per una moltitudine di ingranaggi che non sono identificabili, che percorrono vie spesso sconosciute anche a chi le sta battendo per la prima volta, senza aver avuto suggerimenti.