di Veronica Mondini

SAN CATALDO DI BORGO VIRGILIO (MN). Che dire. Fin dal primo giorno in cui al lavoro (sono una cassiera di un supermercato) facemmo un briefing mattutino prima dell’apertura delle serrande, capii che saremmo entrati in un periodo difficile! Ed era ancora il periodo: è poco più di un’influenza; colpisce chi ha patologie pregresse; basta lavarsi le mani ed è una cosa colpisce gli anziani”. Sono grata alla mia azienda che fin da febbraio ci ha procurato mascherine, mascherine che aiutano ad impedire diffusione del virus, mascherine che però non ti proteggono dalla gente che ti schernisce perché la indossi o che ti guarda torva come per dire: chissà, sarà malata?!? Ora, ovviamente, a distanza di poco più di un mese, le cose, come tutti sappiamo, sono cambiate; nessuno osa più dubitare della tua salute, né a nessuno viene da ridere, per quel travestimento, perché bene o male, quasi tutti, viviamo questo carnevale fuori stagione, ma nonostante tutto, il rispetto per noi cassieri alcuni non lo hanno proprio: si ha il terrore che qualsiasi cliente possa essere l’untore di turno, quello che non avevi messo in preventivo e psicologicamente, tutto questo, è massacrante.