di Luigi Scardigli
PISTOIA. Il problema, probabilmente, siamo noi e il tempo che ci passa tra le mani e sotto i piedi un po’ troppo velocemente. Ce ne siamo accorti stasera (ma non è la prima) intorno alle 22, in piazza del Duomo, gremita come ai nostri vecchi tempi, poco prima che sul palco della 37esima edizione del Pistoia Festival salisse Mika. Parlandone con Alessandra e Nicoletta, due donne del backstage del Blues’In e ricordando, con loro, tutti i mostri sacri che sono passati dalle stanze in pietra di Palazzo di Giano. Perché quando nel 1980 vennero B.B. King, Muddy Wathers e Dizzy Gillespie, a Pistoia, Mika non era ancora nato (succederà tre anni dopo, a Beirut) e i genitori delle migliaia di adolescenti che stasera gremivano piazza del Duomo non erano nemmeno fidanzati. Il problema è che ormai si impiega più e meglio il tempo a voltarsi indietro che a guardare avanti, perché l’orizzonte si avvicina, i sogni si indeboliscono e la realtà somiglia sempre più maledettamente a come ce l’avevano prospettata i nostri genitori, che erano soltanto dei vecchi rimbambiti che non capivano nulla.