PORRETTA (BO). La chitarra, salvo impreventivabili ripensamenti, non la rimbraccerà più. Siamo d’accordo con lui: ad una certa età, se non si è indomiti rockettari, è bene ammainare le vele. E poi, quello che ha scritto – e cantato, inconfondibilmente – Francesco Guccini è pietra miliare di tutta la musica d’autore, quella di tutto il mondo: non è secondo a nessuno dei guru statunitensi, anche se è meno fico di loro e questo gli inibisce l’effige sulle fruits. A Porretta infatti, sul limitare delle province di Pistoia e Bologna (la cittadina termale è terra emiliana, comunque), il Comune ha deciso di rendergli omaggio, in vita, per fortuna, organizzando per lui e con lui un’intensa tre giorni, dal Parco Rufus Thomas e in tutto il resto della città, con parole, musica, libri e le solite rivelazioni/confessioni, quelle che il cantautore di Pavana, a due passi da Porretta, ha sempre fatto con estrema avarizia e un pizzico di miscredenza.