SAN GIMIGNANO (SI). La linea di demarcazione tra il bene e il male, tra il capolavoro e la bufala, è spesso sottilissima. Nell’arte contemporanea, soprattutto in questa nostra contemporaneità, si fa impercettibile e il popolo dei fruitori si divide, sovente, in modo maniacalmente manicheo. Per scrivere, come continua a insegnarci il maestro Gianni Minà, abbiamo provato a metterci nel mezzo. E a osservare. Lasciando fuori dalla GalleriaContinua, in via del Castelo, a San Gimignano – che ieri sera ha inaugurato la ventiseiesima volta – ogni pregiudizio, tutte le velleità. Siamo arrivati quando le cose erano già terminate. O dovevano ancora iniziare. Di certo, la cena, a buffet, che i presenti, centinaia di giovani e meno giovani, tutti catalogabili tra dandy, hipster e qualche intruso, che non avrebbe potuto mai camuffarsi, aspettavano con falsa disinvoltura. Per capire qualcosa che potesse andare oltre la semplice fotografia delle cose che qualunque flash avrebbe potuto immortalare, ci siamo avvicinati ad uno dei più autentici conviviali, che non a caso è Mario Cristiani, uno dei tre ideatori e fondatori di questo carrozzone itinerante, globalizzante e glocalizzante, che è la cittadella dell’arte e che si esprime in alcuni angoli del pianeta: Francia, Cuba, Cina e San Gimignano, naturalmente.