
PISTOIA. Questo pezzo lo scriviamo per noi, Steven, e non per te. A te, dobbiamo solo delle scuse, che ci apprestiamo a farti, volentieri. Ci occupiamo di musica da più di trent’anni e siamo stati spettatori privilegiati, perché non paganti, di una miriade di concerti. Abbiamo assistito a esibizioni memorabili come ad altre di modestissimo spessore e abbiamo sempre avuto il coraggio di esporci: rischiando grosso e pagando, puntualmente, dazio. La lista è lunghissima; la memoria, muscolo volontario, ricorda tutto, per filo e per segno, ma non ha alcun senso che in questa circostanza ci si pavoneggi della nostra lungimiranza. C’era già capitato di imbatterci nel tuo talento (la foto che pubblichiamo non è di ieri sera, al Santomato – si capisce dalla rotondità del viso -, ma scattata in chissà quale altra occasione), ma ci sfugge il motivo per il quale non lo abbiamo mai evidenziato quanto meriti, ci irrita la nostra miopia: sei un vero e proprio animale da palcoscenico.