PISTOIA. Il palco di piazza del Duomo sta per essere smontato, proprio in queste ore. Il Festival Blues di Pistoia, la 40esima edizione di uno degli appuntamenti più importanti nel mondo delle note, ha chiuso i battenti. La musica no; e ci mancherebbe altro. A poche decine di metri dalla piazza (usavamo le stese parole ai tempi di Tito’s), però, prima, durante e dopo l’evento, al di là di ogni ragionevole suggerimento atmosferico, utilitaristico e opportuno, quel covo di sfrassolati che risponde al nome di Megik Ozne imbastisce concerti. Concerti, in tre metri quadrati? Andateci e vedrete. E soprattutto, udite udite, perché su quel palco claustrofobico dove è vietato fare qualsiasi movimento che non sia consono alla più alta eleganza ginnica, ci suonano pezzi da novanta.