PISTOIA. Anni fa, per rovinare una festa, ci saremmo alzati di notte, uscendo di casa anche in pigiama. Ma siamo invecchiati e da un po’ di tempo a questa parte ci accontentiamo di scrivere, per provare a rovinare le feste. E poi, al cospetto di una vera e propria istituzione cinematografica popolare come Carlo (Gregorio) Verdone, ospite onorato - al Cinema Roma d’essai di Pistoia -, gradito e applauditissimo della V edizione di Presente Italiano, i nostri dissensi on line sarebbero stati fraintesi con protagonismo gratuito; per questo, ci siamo limitati a prendere appunti. E a scrivere: che non siamo affatto d’accordo. Vero che il cinema è cambiato, che le sale ormai non traboccano di spettatori, che i giovani, soprattutto loro, i film, li scaricano più o meno legalmente, guardandoseli poi sui telefonini o sulle tivvù domestiche, collegate ai computer, ma la verità vera è che scarseggiano i fuoriclasse e quando ne esce uno, salvo giuramento di allinearsi, prima di morire, le major, lo boicottano. Però, Quentin Tarantino, il prologo della propria antologia, Le Iene, e l’opera prima Pulp Fiction, le ha composte, rispettivamente, a 29 e a 31 anni e Xavier Dolan, collega francocanadese ancor più ispirato dell’americano, il suo capolavoro Mommy, a 24. Senza dimenticare il sudcoreano Kim-Ki-duk, che da Ferro 3, la casa vuota in poi, ha solo e soltanto inanellato capolavori, quelli che dopo averli visti stai male, fisicamente.