di Laura Sestini

CASTRO (CILE). Instabili Vaganti portano in Cile Made in Ilva, invitati alla XVIII edizione del Fitich - Festival Internacional de Teatro Itinerante por Chiloé Profundo. Tre le repliche dello spettacolo nella prima settimana di dicembre, per poi proseguire il percorso artistico con workshop originali, indirizzati a Università e contesti culturali che rimangono ancora rigorosamente chiusi o occupati - viste le proteste di queste ultime settimane nel Paese latinoamericano. L’opportunità di un’intervista ad Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola (cofondatori della Compagnia teatrale italiana Instabili Vaganti) è apparsa unica e irripetibile, mirata a comprendere meglio l’entità delle manifestazioni di massa in Cile - e i loro effetti sulla società - direttamente dai luoghi scossi dalle violenze. Alle loro dichiarazioni, affianchiamo quelle della direttrice del Festival, Gabriela Recabarren Bahamonde, molto impegnata a livello sociale e che non ha mai abbandonato la lotta per un Cile migliore. Ma facciamo un breve inciso per chiarire la situazione nella quale si sono mossi Instabili Vaganti. Cento giorni di proteste: 27 morti, oltre 20.000 arresti, 13.000 feriti, il coprifuoco, la legge anti-barricate e anti-sciopero, 113 casi di tortura, 24 di violenza sessuale contro donne documentati da esperti Onu.