
PRATO. Ha iniziato omaggiando Frank Zappa, musicista senza tempo, regole, schemi; ha chiuso il suo concerto suonando, in versione grunge, La strada, quel motivo, inconfondibile, scritto da Nino Rota e che è stato la colonna sonora di uno dei tanti, tutti, capolavori di Federico Fellini. Pensate: l’esibizione del 69enne newyorkese (di Syracuse) Gary Lucas, unica data nazionale di questo tour che vedrà la chitarra prediletta di Jeff Buckley girovagare, dopo averlo fatto per una vita intera, l’Europa e il Mondo, motivo per il quale ieri sera, 30 ottobre, siamo andati al Beste di Prato, a conti fatti è stata la cosa meno (s)concertante dell’evento. Sì, perché lo straordinario è l’idea, geniale, che a Prato, il Comune omonimo, il Museo del Tessuto, la Fondazione CDSE, sotto la direzione artistica della Fonderia Cultart, si sono messi in testa e hanno realizzato: TIPO (Turismo industriale Prato), che è la cartina di tornasole che unisce e coniuga visite guidate in edifici di archeologia industriale della città con un calendario, a cadenza mensile, che si concluderà il 26 e il 27 marzo del prossimo anno, di laboratori creativi riservati a quelli (i grandi) che capiscono e vogliono capire di più e quelli (i bambini) che si vogliono solo divertire.