di Chiara Savoi

SIENA. Prego si accomodi. Il visore alla sua sinistra per favore. I posti sono liberi. Vada dove vede il visore, ma si sieda affinché il visore sia alla Sua sinistra. Il pubblico è sistemato solo in platea, i palchetti sono vuoti. I turni sono sold out. Devono fare due turni perché in ognuno non possono esserci più di cinquanta persone Poi capirà perché è meglio che non siate troppi. Mi siedo, visore a sinistra. Non prendetelo in mano fino a quando non ve lo diciamo noi. Siamo tutti molto diligenti e ci guardiamo intorno con grandissima curiosità, senza però sapere neanche cosa potremmo chiedere. Una cosa così a Siena non si è mai vista sicuramente. Adesso voi siete qui ma tra 20 minuti sarete tutti da un'altra parte. Sono le 18, arriva una coppia, ma non si siederanno vicini perché durante lo spettacolo non siamo insieme a nessuno, non potremo interagire tra noi e in ogni fila di dieci posti siamo al massimo in tre. Aspettiamo ancora qualcuno e sentiamo chi si mette a parlare di altro per ingannare l'attesa mentre le maschere aiutano gli ultimi due a trovare i loro posti. Finalmente possiamo iniziare. Arriva un operatore che ci spiega che saremo immersi in una realtà virtuale a trecentosessanta gradi e potremo guardare ovunque, ma è importante che i nostri movimenti siano lenti. Se durante la visione dovessimo avere problemi non dovremo toglierci il visore, ma alzare la mano e verrà qualcuno ad aiutarci. La cosa importante è non togliere il visore. Quando tutti vedranno una scritta rossa potremmo iniziare.