di Chiara Savoi

SIENA. Introduce il concerto l'arcivescovo di Siena Augusto Paolo Lojudice Spezziamo le spade e facciamo aratri. Stasera facciamo e cantiamo la pace. Tacciano le armi e si cerchino nuove condizioni per i negoziati di pace. La vera risposta non possono essere le armi, ma una nuova maniera di governare il mondo. Per il covid si è trovato un vaccino perché non lo troviamo anche per la guerra? Semplice, perché la guerra è nel cuore degli uomini e non è facile da estirpare. Poi prende la parola Giovanni Minnucci, Rettore dell'Opera della Metropolitana di Siena e fa un breve excursus sugli uomini del passato che hanno inseguito la pace e introduce Noa, testimone della pace come diritto delle persone, dei popoli e delle Nazioni. E il concerto può iniziare: entra il quartetto Solis String Quartet seguito da Gil Dor, lo storico chitarrista che l’accompagna da oltre trent’anni e poi finalmente lei, Achinoam Nini, in arte Noa, che inizia a cantare e le settecento persone ammesse all'evento smettono di respirare per godere in pieno della bellezza della sua voce. La prima canzone è una tarantella e durante il concerto ci spiega, infatti, che lei ama l'Italia e soprattutto la musica napoletana, una musica d'amore che ha molto in comune con la sua Terra di origine, Israele e lo spettacolo sarà tutto un mix di culture e ce lo spiega cantando a cappella. Shalom.